Donne che portano i pantaloni


Storia e modelli dello stile 40s

Pratici e comodi: i pantaloni per le donne degli anni’40 furono pensati per offrire sicurezza. Sicurezza sul lavoro, s’intende. Non che prima non esistessero, ma negli anni ’30 l’utilizzo era circoscritto ad attività come l’equitazione, per esempio, o più in generale destinato ad attività sportive, nei mesi estivi soprattutto. Tuttavia, l’impatto della Seconda Guerra Mondiale non perdonò nemmeno l’industria della moda, che annaspava col fardello del razionamento delle materie prime, soprattutto in Europa, dove il conflitto era più diretto che altrove.

 Abbigliamento femminile da lavoro durante gli anni '40

 

Signore e signorine, allora, con gli uomini al fronte ed il bisogno di mantenere la famiglia, entrarono nel mondo del lavoro, delle fabbriche. Mentre Parigi perdeva la sua forza centrifuga nel mondo dello stile, L’America osservava l’emergere di una nuova working class femminile, per la quale indumenti come abiti o sottane mal si prestavano alla dura vita dell’operaia, soprattutto nelle industrie manifatturiere (una gonna poteva incepparsi nelle macchine, oppure non avrebbe certo lasciato spazio all’immaginazione, date le posture da assumersi). Così, iniziarono ad indossare i pantaloni, certamente più comodi e agevoli, inizialmente disegnati mantenendo la vestibilità e l’aspetto del corrispettivo maschile (in fondo, si trattava solamente di lavoro). I modaioli e l’opinione pubblica dell’epoca trovarono il pantalone da donna informe e sciatto, tanto che anche Vogue, in un articolo del 1939, si pronunciò contraria.

La working class femminile nell'America degli anni '40

 

EARLY 40s. All’inizio degli anni ‘40, il design dell’indumento muta leggermente in favore del corpo femminile, pur nascondendone le curve. Nel rispettare il taglio del capo maschile, il pantalone si stringeva nel punto vita naturale, caratterizzato da un’alta banda in cinta; una cinghia in pelle e di sottile spessore completava l’outfit con successo. La vestibilità della gamba ne faceva perdere qualsiasi comprensione di forma, presentandosi larga e privando –sulla lunghezza- il corpo della donna di qualsiasi aderenza. Di norma, le tasche erano profonde e correvano lungo i fianchi, altre volte si modellavano le cosiddette kangoroo pockets, quando all’eleganza si chiedeva di soccombere alle regole di funzionalità. I bottoni erano sovente fissati lungo due file ai lati della vita (ricordando i pantaloni in dotazione dalla seconda metà dell’800 alla Marina Militare), e vennero poi sostituiti da una zip posta sul fianco, così da evitare la “troppo maschile” abbottonatura frontale. Pantalone sì, ma con un tocco più morbido e gentile.

 

Stagione autunno/inverno, anni '40                        Esempio per cartamodello                          Katherine Hepburn         

                                                                                                                                                                               

STILI DIVERSI. Spesso, i pantaloni si abbinavano ad una blusa, o a un pullover, a seconda che si stesse facendo il bucato o piantando le rose in giardino. Sul lavoro, più precisamente, era largo l’uso delle salopettes (alcune molto loose fit per criterio di protezione), che potevano presentare una larga patta a grembiule a difendere il petto, magari munita di tasca, o due larghe bretelle a sostenere la parte inferiore, completate da una blusa a maniche lunghe; oppure coprivano interamente il corpo, dopo aver allacciato un’abbottonatura frontale. Hai presente Rosie the Riveter, ritratta nel manifesto di Howard Miller del '43? Be’ il modello era proprio quello, simbolo, assieme a un'icona femminile della classe lavoratrice, di una donna instacabile e impegnata in fabbrica. Di singolare ideazione fu, invece, la siren suit, attrezzata di cappuccio e pensata per vestirsi in fretta in caso di raid aerei.

 

 Completi con blusa abbinata         Rosie the Riveter          La siren suit tipica degli anni '40                                                                                                                                                                                 

I TESSUTI. I tessuti utilizzati furono, principalmente, il denim, il twill, il misto lana, o la gabardine, scegliendo sempre tonalità tendenzialmente “patriottiche” (blu navy, grigio, marrone o marrone chiaro, per esempio), e quasi mai arricchiti di fantasie: queste arriveranno solo sul finire del decennio, nel momento in cui il settore tessile riprenderà il fiato in seguito alle cicatrici lasciate dai razionamenti sull’economia mondiale. Ormai, i pantaloni erano diventati un must have nel guardaroba delle donne, a discapito di ciò che si pensava agli albori: dopotutto, se anche la Bacall in The Big Sleep del ’46 li aveva indossati, tanto male non erano.

Lauren Bacall, The Big Sleep 

DOVE TROVARLI. Ecco alcuni esempi per tuffarti in un vero look 40s style! Navigando, scoverai certamente modelli di vari stili e fattezze e, se vuoi cimentarti nella ricerca dell'autentico, diverse boutiques o e-shops si presentano come veri rivenditori vintage di tesori rari. Un'alternativa? Se sei brava, o conosci chi per te potrebbe confezionare un capo, potresti voler provare i cartamodelli in stile retrò; per le più "invasate", alcuni negozi dell'usato, soprattutto internazionali, mettono in vendita i patterns originali da cui poter ricavare modelli in stile (se ami il collezionismo, la cosa ti piacerà!).             

 

Revival Retro Boutique - Elegant Swing Trousers

                   

Collectif Vintage Gertrude 40s Trouser

 

 

Unique Vintage.com - 40s Navy Sailor Pants

 

Empire Waist Trousers 40s style - decadeofstyle.com

 

40s Style Pink Jumpsuit - Unique Vintage

 
                                                                                                      La Fosca